
Storie di giovani maestri resilienti ad alta quota: scorci sull’esperienza pietralbina nel secondo dopoguerra
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<p><a href="https://portale.unime.it/hedu/2021/04/17/evelina-scaglia/"><strong>Evelina SCAGLIA </strong></a></p>
<p><em>Università degli Studi di Bergamo </em></p>
<p><span data-contrast="none">G</span><span data-contrast="auto">iuseppe Catalfamo, Lino </span><span data-contrast="auto">Monchieri</span><span data-contrast="auto">, Mauro </span><span data-contrast="auto">Laeng</span><span data-contrast="auto">, Gaetano </span><span data-contrast="auto">Santomauro</span><span data-contrast="auto">, Piero Viotto furono alcuni dei giovani insegnanti che, nell</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">estate del 1948, decisero di partecipare al primo convegno per maestri sperimentatori di Pietralba, un</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">iniziativa formativa ideata da Marco Agosti e Vittorino </span><span data-contrast="auto">Chizzolini</span><span data-contrast="auto">, animatori della rivista magistrale cattolica «Scuola Italiana Moderna». </span><span data-contrast="auto">L</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">analisi di alcuni stralci delle narrazioni, con cui rievocarono quell</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">esperienza a dodici anni di distanza, consente di entrare </span><span data-contrast="auto">‘</span><span data-contrast="auto">in punta di piedi</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto"> nelle storie di vita di giovani resilienti, che nella comunità fraterna di Pietralba scoprirono le radici della loro vocazione pedagogica e la gioia di impegnarsi nell</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">ascesa educativa quotidiana all</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">interno delle aule scolastiche, in cui furono impegnati a formare le nuove generazioni dell</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">Italia repubblicana. In particolare, risulta significativo richiamare come nei cinque giorni del convegno furono protagonisti di un processo di formalizzazione di una pedagogia della persona umana, in grado di ispirare una nuova idea di professionalità magistrale come </span><span data-contrast="auto">magisterialità</span><span data-contrast="auto">, per affrontare la sfida di rinnovare </span><span data-contrast="auto">‘</span><span data-contrast="auto">dall</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">interno</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto"> la scuola elementare come scuola del popolo. </span><span data-ccp-props="{"335551550":6,"335551620":6}"> </span><span data-contrast="auto">La guida offerta dai </span><span data-contrast="auto">‘</span><span data-contrast="auto">maestri di maestri</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto"> del Gruppo pedagogico di «Scuola Italiana Moderna» e il sostegno fraterno dei giovani, come loro convenuti da ogni parte d</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">Italia, trasformarono il consesso alpino in quella che oggi verrebbe definita una «comunità di pratica», animata da due generazioni di insegnanti che si stavano lasciando alle spalle le difficili esperienze personali vissute negli anni della dittatura e del secondo conflitto mondiale. </span><span data-ccp-props="{"335551550":6,"335551620":6}"> </span><span data-contrast="auto">Il modello formativo proposto era frutto di una revisione operata da Agosti e </span><span data-contrast="auto">Chizzolini</span><span data-contrast="auto"> della concezione del maestro «artista» protagonista di una «scuola serena», promossa decenni addietro da Giuseppe Lombardo Radice, e ora riletta in chiave cattolica nella forma del </span><i><span data-contrast="auto">magister</span></i><i><span data-contrast="auto"> </span></i><span data-contrast="auto">chiamato a creare una «scuola della centralità dell</span><span data-contrast="auto">’</span><span data-contrast="auto">Amore», quale ideale pedagogico a cui ispirare la scuola democratica degli anni a venire.</span><span data-ccp-props="{"335551550":6,"335551620":6}"> </span></p>
<p><span data-contrast="none">Parole </span><span data-contrast="none">chiave</span><span data-contrast="none">: </span><i><span data-contrast="auto">maestri, scuola, innovazione educativa, secondo dopoguerra, Italia</span></i><i><span data-contrast="auto">.</span></i><span data-ccp-props="{"335551550":6,"335551620":6}"> </span></p>
