Conclusi i lavori della conferenza “The Effect of Organized Crime on Firm Technical Efficiency and R&D Investments”

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Comunicato n. 28
Si è svolta nei giorni scorsi, presso l’Aula Magna 2 del Dipartimento di Economia dell’Università di Messina, la Final Conference del progetto PRIN 2022 PNRR dal titolo “The Effect of Organized Crime on Firm Technical Efficiency and R&D Investments”, il cui obiettivo è stato quello analizzare l’impatto della criminalità organizzata sull’efficienza tecnica delle imprese e sugli investimenti in ricerca e sviluppo.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali da parte del delegato del Direttore del Dipartimento di Economia, Prof. Maurizio Lanfranchi, affiancato dai vertici provinciali delle forze dell’ordine – il Questore di Messina Dr. Salvatore La Rosa, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Lucio Arcidiacono, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Girolamo Franchetti e il Responsabile di Sezione DIA di Messina T. Col. Vincenzo Letizia – con il coordinamento del Prof. Antonio Del Pozzo.
È stato quindi presentato il progetto congiunto, portato avanti da docenti dal dipartimento di Economia dell’Università di Messina (capogruppo) e dei due Atenei di Reggio Calabria, Mediterranea e per Stranieri “Dante Alighieri” (unità locali), che ha condotto alla realizzazione di studi, alcuni già pubblicati, altri in corso di pubblicazione, che consentono di quantificare e qualificare fenomeni come l’infiltrazione mafiosa dell’economia.
In particolare, in uno di questi lavori, condotto dai Proff. Carlo Migliardo e Antonio Fabio Forgione, dell’Università di Messina, pubblicato su Journal of Regional Science, è stato quantificato, utilizzando sofisticate tecniche econometriche, l’impatto dell’infiltrazione mafiosa sull’efficienza delle imprese di ingegneria civile italiane, analizzando 2.415 aziende nel periodo 2014-2019 e costruendo un indice composito della presenza delle organizzazioni criminali a livello comunale. Dopo aver calcolato tale indicatore è stato dimostrato che l’efficienza tecnica è più bassa dove l’indice di presenza della mafia è più alto: in tutte le analisi statistiche il coefficiente dell’indicatore di mafia è risultato significativo e con segno coerente. Più criminalità organizzata, più inefficienza tecnica delle imprese.
Il costo dell’inefficienza tecnica equivale, in media, a +26,6% di spesa rispetto a uno scenario ottimale; la cattiva allocazione degli input (soprattutto del lavoro) aggiunge +13,8%; l’effetto congiunto arriva a +43,2%. Circa l’11,45% delle imprese presenta un uso eccessivo di lavoro rispetto al capitale, ma la probabilità di trovarsi in questa condizione è correlata con la presenza della mafia misurata dall’apposito indice. In termini operativi, significa assunzioni non ottimali, personale imposto o imprese nei subappalti che alzano costi e abbassano produttività.
A conclusione dei lavori, la tavola rotonda “From Theory to Action: Civil Society and Economic Actors in the Fight for Legality” ha posto l’accento sulla necessità di tradurre le evidenze scientifiche in iniziative concrete, coinvolgendo istituzioni, imprese, associazioni e terzo settore. Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti del mondo universitario, della Fondazione antiusura “Padre Pino Puglisi”, dell’Associazione Libera, di Confindustria Messina e di ANCE Messina, in un dialogo orientato a rafforzare strumenti di prevenzione, cultura della legalità e condizioni favorevoli per la competitività delle imprese sane.
Ulteriori studi presentati hanno dimostrato, da un lato, un effetto di contagio spaziale che penalizza le performance d’impresa anche dai comuni limitrofi; dall’altro, come la criminalità razioni l’accesso al credito e freni gli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Sono stati infine esplorati strumenti a tutela delle aziende sane, come il rating di legalità.