Le Olimpiadi della Chimica puntano sulla Sicilia, Messina candidata a ospitare nel 2028 i migliori talenti mondiali della scienza

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Comunicato n. 12
Potrebbero sfidarsi a Messina nel 2028 i migliori giovani chimici del pianeta. La candidatura italiana per ospitare la 60ª edizione delle Olimpiadi Internazionali di Chimica ha superato il primo decisivo ostacolo: J. L. Kiappes, presidente della Steering Committee delle IChO, ha comunicato ufficialmente alla Società Chimica Italiana e all’Università di Messina l’accettazione della proposta di Messina come sede della competizione più prestigiosa al mondo per studenti delle scuole superiori.

Un traguardo storico per la chimica italiana, che si prepara ad accogliere oltre 400 tra studenti, e oltre 300 mentori e osservatori provenienti da più di 100 nazioni in una delle location più suggestive del Mediterraneo. “È un risultato straordinario che premia il lavoro della comunità scientifica italiana”, commenta il professor Luigi Mondello, presidente della Società Chimica Italiana e professore ordinario di Chimica Analitica presso l’Università di Messina. “Messina, terra di scienza e cultura millenaria, rappresenta il luogo ideale dove far convergere eccellenza scientifica e ospitalità mediterranea.”
Le IChO, nate nel 1968, rappresentano l’evento clou per i giovani talenti della chimica: ogni anno migliaia di studenti si sottopongono a selezioni nazionali durissime per conquistare uno dei pochi posti disponibili e affrontare prove teoriche e pratiche di altissimo livello. La competizione non è solo una gara, ma un momento di scambio culturale e scientifico che ha lanciato le carriere di alcuni dei più importanti ricercatori contemporanei.
Il dossier italiano ha convinto la commissione internazionale puntando su un mix vincente di eccellenza scientifica e patrimonio culturale. Le gare si svolgerebbero nei campus universitari di Papardo e Annunziata dell’Università di Messina, recentemente ristrutturati e dotati di laboratori all’avanguardia e aule tecnologicamente avanzate, mentre le cerimonie sarebbero ospitate in due location da cartolina: il Castello di Milazzo, fortezza medievale tra le più grandi d’Europa, per l’apertura; il Teatro Antico di Taormina, gioiello del III secolo a.C. con vista su Etna e Mar Ionio, per la chiusura.
Chemistry that connects the world” è il motto scelto per la candidatura, che punta forte anche su innovazione e sostenibilità. Il progetto prevede l’adozione dei Criteri Ambientali Minimi definiti dal Ministero per la Transizione Ecologica: sedi raggiungibili con trasporti pubblici, raccolta differenziata integrale, illuminazione LED, catering biologico a km zero con opzioni vegetariane e vegane, e la creazione di una foresta IChO2028 per compensare le emissioni di CO₂.
Particolare attenzione sarà riservata al benessere dei giovani partecipanti attraverso un programma di nutrizione funzionale curato dalla dottoressa Farnetti, che svilupperà menu personalizzati tenendo conto delle esigenze nutrizionali per sostenere concentrazione e performance, ma anche delle tradizioni culturali e religiose dei partecipanti da tutto il mondo.
La prof.ssa Giovanna Spatari, Rettrice dell’Università di Messina, sottolinea che “oltre la diffusione della conoscenza e dell’innovazione scientifica, l’Università degli Studi di Messina è fortemente orientata all’inclusione ed alla sostenibilità, valori questi che trovano riscontro anche nella realizzazione di un evento di risonanza internazionale come le Olimpiadi della Chimica. Mossi da questi valori comuni, mostriamo una forte volontà nell’ospitare presso le strutture dell’Università di Messina i giovani partecipati alle Olimpiadi, i mentor e gli osservatori, mettendo loro a disposizione i laboratori, gli spazi e tutte le facilities presenti nei nostri Campus, impegnandoci altresì a garantire la sicurezza all’interno delle nostre strutture per tutta la durata dell’evento.”
“Questa candidatura rappresenta molto più di un evento scientifico”, sottolinea Mondello. “È l’occasione per dimostrare al mondo che il Mezzogiorno d’Italia può competere ad altissimi livelli nella ricerca e nell’innovazione. I nostri campus recentemente rinnovati, le nostre infrastrutture laboratoriali di ultima generazione, la nostra tradizione scientifica che risale al 1548 con la fondazione dell’ateneo messinese – il primo collegio gesuita al mondo – sono la prova concreta che investire nel Sud significa investire nell’eccellenza. Ospitare le IChO a Messina sarebbe un segnale potente: il talento scientifico non ha confini geografici, e il Mediterraneo può essere ancora una volta crocevia di saperi e innovazione come lo è stato per millenni.”
Nei prossimi mesi si entrerà nella fase decisiva della selezione, con la scelta finale della sede che verrà annunciata dalla Steering Committee internazionale.